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Il Presidente Zaia: “In Europa l’ideale di agricoltura è quello delle multinazionali, il nostro quello dei prodotti tipici del territorio”. Berni (Grana Padano): “No a formaggio vegano con caglio vegetale, difendiamo la tradizione dalle mode alimentari indotte”. Ecco tutti i premiati di questa edizione da incorniciare per la capacità di coinvolgere il pubblico.

In mostra 409 formaggi prodotti da 78 caseifici provenienti da tutto il Veneto, questi i numeri che hanno segnato la 13edizione di Caseus Veneti e che dimostrano la solidità del comparto caseario regionale. Tenutasi nella splendida Villa Contarini a Piazzola Sul Brenta (PD) la kermesse casearia ha consegnato nella mattinata di sabato le 37 medaglie d’oro, attribuite dalla Giuria tecnica . In testa nel medagliere la provincia di Treviso per numero di medaglie d’oro (16) segue Vicenza (12), Venezia (2), Verona (6) Belluno (2).  In allegato il medagliere. È toccato, invece, alla Giuria Aurea Composta  dalla stampa enogastronomica e critica d’Italia individuare il poker dei 4 migliori formaggi tra le 37 medaglie. A sbaragliare i concorrenti nella categoria Freschi DOP il Caseificio Menegazzi, Erbezzo (VR) con il formaggio Monte Veronese DOP (allevo) stagionatura 6 mesi, Il Piave Oro DOP di Lattebusche, Cesiomaggiore (BL) ha invece prevalso nella categoria Stagionti DOP. Nella sezione Formaggi vari premiato il formaggio Malga Vecchio del caseificio Finco Gianfranco, Enego (VI), infine merito a Malga Faggioli, Erbazzo (VR) che, con il formaggio  di capra a coagulazione  prevalentemente acida, ha vinto la categoria formaggi Alternativi.  Assegnati dalla giuria popolare i premi ai migliori casari per l’edizione 2017: Caseificio  Menegazzi in provincia di Verona (categoria Freschi DOP) , Caseificio Ponte di Barbarano in provincia di Vicenza (categoria Stagionati DOP), Latteria di Conegliano in provincia di Treviso (categoria Vari) e  Soc.agr. Longhin MarP & Sonia in provincia di Venezia (Categoria Alternativi).

La manifestazione è organizzata dai Consorzi di Tutela delle grandi DOP del Veneto (Grana Padano, Asiago, Montasio, Monte Veronese, Formaggio Piave, Provolone Valpadana, Casatella Trevigiana e Mozzarella STG) con il sostegno di A.Pro.La.V (Associazione Produttori Latte del Veneto).  “In questi venti anni il settore lattiero caseario ha visto passare da 43 mila a 3mila le nostre aziende, eppure noi siamo qui con sempre più formaggi in gara, sempre più qualità – ha sottolineato Terenzio Borga, Presidente di Aprolav –  il 70% del nostro latte diventa formaggi DOP. In un settore dove, nell’UE del dopo quote latte, si è pensato a sovraprodurre e a stoccare latte in polvere, i nostri piccoli caseifici hanno continuato a investire nei magazzini di stagionatura. A tutti coloro che ogni anno accettano di confrontarsi in questa gara dico: nasca il marchio di qualità Caseus Veneti da mettere su tutti questi formaggi.”

Un appello alla tradizionalità della lavorazione, al rispetto della storia dei formaggi veneti è arrivato dal Direttore del Consorzio Grana Padano, Stefano Berni: “I nostri formaggi tradizionali si fanno con il caglio animale, non esiste il formaggio con caglio vegetale. Non può e non deve chiamarsi formaggio. Va detto che il caglio vegetale è di due tipologie, una ricavata dalla pianta del cardo inutilizzabile per formaggi a lunga stagionatura come il Grana, perché li rende amari. L’altro, è bene che i consumatori lo sappiano, è un caglio microbico OGM. Se fosse scritto in etichetta nessuno lo comprerebbe, difendiamo la tradizione da mode alimentari indotte“. E proprio sulla chiarezza dell’etichettatura Berni ha chiesto altri passi avanti: “Il 35% della spesa alimentare avviene in pasti fuori casa, ci sono 290 mila punti di ristorazione, una tendenza in crescita. Ma nessuno di noi sa davvero cosa mangiamo, nessuna chiarezza c’è nei menù in merito all’origine dei prodotti. Sicuramente, ce lo dicono i dati, la maggioranza del formaggio da grattugia non è né Grana né Parmigiano“. Non ha voluto far mancare la sua presenza il Governatore Luca Zaia : “Se esiste Caseus Veneti è perché abbiamo deciso di difendere l’identità del nostro territorio e la storia della nostra agricoltura. Vi dico che il vero pericolo da cui dobbiamo difenderci viene dall’Europa, dove l’agricoltura ideale è quella delle multinazionali- Lo dimostra anche la recente sentenza che rende utizzabili gli OGM“.

DUE GIORNI DI DEGUSTAZIONI E COOKING SHOW APERTI AL PUBBLICO
Una manifestazione sempre più coinvolgente

L’ANTEPRIMA – Già venerdì Caseus Veneti ha vissuto la sua anteprima con una originale sfida ai fornelli fra giornalisti enogastronomici e blogger che si sono sfidati ad Hangar78 (Pianiga) nella preparazione di piatti in grado di esaltare nel piatto le caratteristiche delle grandi DOP. Per la cronaca ha vinto la giocosa competizione Livia Fagetti di Sale&Pepe, Mondadori, in coppia con la blogger ferrarese Camilla Rossi (A Casa Camilla).

ChiAMAle Chef, COOKING SHOW AL FEMMNILE – Novità dell’edizione 2017 i cooking show tutti al femminile ChiAMAle Chef condotti da Adua Villa e Marco Colognese, hanno avuto come protagonisti i sette formaggi DOP e la mozzarella STG. Ai fornelli sette Silvia Moro che gestisce il ristorante Aldo Moro in località Montagnana in Provincia di Padova, Cecilia Cortese, del ristorante Rubens StubeFest di Conco (VI), dal Ristorante Podere San Giuliano di San Lazzaro di Savena in provincia di Bologna, Ery Hodaj, da Vizi&Sfizi a Montebelluna (TV) Marianna Pillan; Beatrice Simonetti chef del ristorante le Beccherie (TV) ai fornelli a partire dalle ore 12:00. Infine Cecilia Moro, Radici a (PD) e Chiara Camporese, ristorante La Porta (BO). Centinaia le persone che hanno potuto avvicinarsi all’alta cucina e degustare in esclusiva piatti di grade livello.

CHIUDERE GLI OCCHI PER RITROVARE IL GUSTO, DEGUSTAZIONI AL BUIO – Chiudere gli occhi per gustare davvero. Caseus Veneti ha scelto come partner la Fondazione Lucia Guderzo Onlus, che si occupa della sensibilizzazione verso le problematiche dei non vedenti, per proporre una speciale degustazione completamente al buio. Il food truck tecnologico, realizzato in la collaborazione di Irifor Trento, ha consentito una esperienza davvero unica a centinaia di ospiti.

DEGUSTAZIONI E CORSI PER I BIMBI – Quattro gli appuntamenti aperti al pubblico anche per le degustazioni dei grandi formaggi DOP del Veneto con il Consorzio Vini Asolo Montello, sempre da tutto esaurito. Nella giornata di domenica si sono tenuti anche i corsi per i piccoli casari, educational per bambini con Lorenzo Maggioni.

TRE GIURIE AL LAVORO – La prima giuria tecnica, quella formata da un plotone di esperti assaggiatori provenienti da tutta Italia si è riunita giovedì 21 settembre per decretare le medaglie d’oro. Hanno preso parte alla giuria aurea, invece, oltre 20 giornalisti dell’ambito enogastronomico nazionale e regionale (rappresentate le più importanti testate di settore). Ma anche i visitatori hanno potuto diventare giudici per un giorno partecipando alla giuria popolare che ha premiato il lavoro dei casari.

BONTA’ DA PORTARE A CASA – Caseus Veneti Shop ha dato spazio al mercato delle eccellenze: non solo formaggi, ma anche birrifici, confetture grandi prodotti tipici. I Consorzi hanno potuto presentarsi all’Angolo delle DOP, mentre il mercato dei caseifici ha ospitato il mondo dei produttori. Con Forme di Solidarietà la manifestazione ha venduto diversi quintali di formaggio regalato dei caseifici: il ricavato andrà in beneficienza a Fondazione Città della Speranza e a Life Inside Onlus.

#caseusveneti2017 ANCHE DIGITALE – La manifestazione è sempre più social grazie a contenuti originali: video reportage giornalieri dedicati agli show cooking, e poi immagini e narrazione live su Facebook, Twitter, Instagram. Grazie alla collaborazione con Igers Veneto e Igers Padova i formaggi e la villa sono stati raccontati in tutta la loro bellezza a centinaia di migliaia di followers.

CASEUS VENETI 2017 Medaglie d’Oro