91-Villa Donà, Dalle Rose, Romanin Jacur

Villa Donà Romanin-Jacur secc. XVI-XVIII Il complesso della villa si trova a Salzano (VE), lungo la strada principale che taglia la cittadina. Varcata una delle tre cancellate con pilastri ornati da statue settecentesche, si entra nel giardino a prato antistante l’edificio, ai lati del quale vi sono gli ingressi ad altre due zone della proprietà: a est si accede a un un’area verde con una collinetta che in origine conteneva la ghiacciaia e a ovest a un vasto parco di 48.000 metri quadrati ricco di canali, laghetti, dislivelli, grotte, sentieri e una fitta vegetazione, che fu annesso alla proprietà nel 1854 su progetto di Luigi Garzoni. In luogo delle precedenti barchesse e della cappella della villa, che si trovavano a nord, fu eretto nel 1872 il complesso della Filanda, notevole per i caratteri architettonici e impiantistici all’avanguardia per l’epoca. La villa nacque probabilmente sulle spoglie della precedente casa padronale tardo cinquecentesca. Nei primi decenni del XVII sec. divenne dimora estiva della famiglia veneziana dei Donà delle Rose che la modificò sul finire del XVIII sec. Altri consistenti cambiamenti coinvolsero il complesso dal 1847, quando passò alla famiglia Jacur, e, successivamente, a Leone Romanin-Jacur che progettò la filanda. Inizialmente, la villa doveva avere una pianta quadrata, che fu modificata poi in un impianto a T in seguito all’aggiunta dei due volumi laterali. Il fronte principale propone la classica modulazione delle aperture su tre livelli: al piano terra, finestre rettangolari contornate da un rivestimento a bugnato e ai lati dell’ingresso due semi colonne reggenti il poggiolo sovrastante; al piano nobile, aperture allungate, centinate e protette da balaustre con al centro la trifora scandita da due semplici colonnine. All’ultimo livello, le aperture sono ridotte e rettangolari con le tre centrali definite da colonnine e balaustra. Nel lato ovest sono visibili tracce di affreschi cinquecenteschi che in origine decoravano la prima dimora. Internamente l’impianto è tradizionale con saloni passanti, vani laterali e il corpo scale posto a est. Pregevoli le travi dipinte e i resti di affreschi di diversa epoca: cinquecenteschi nella parte centrale, seicenteschi nella stanza a nord-est e settecenteschi nell’ala a ovest. Da notare al piano nobile, il portale decorativo in marmorino, i pavimenti in terrazzo veneziano e le coperture a vela di alcune stanze. Il parco e il corredo statuario furono seriamente danneggiati durante la seconda guerra mondiale quando il complesso diventò sede del comando tedesco. Oggi, dopo il restauro, la villa è sede del Comune di Salzano; la Filanda è luogo di produzione culturale e sede del Centro di Documentazione sulla Seta e sulla Filatura.

Eccellenze del contesto: Museo San Pio X Realizzato per far memoria del periodo trascorso da Giuseppe Sarto come parroco di Salzano (1867-1875), il Museo espone oggetti di uso ecclesiastico che documentano la storia della comunità a partire dal sec. XIV. Si segnalano rilievi lapidei, sculture e arredi lignei, suppellettili e paramenti liturgici di particolare pregio e bellezza, fra cui le preziose pianete e le stole donate dallo stesso Papa. Santuario Beata Vergine delle Grazie secc. XVI-XIX L’edificio venne eretto tra il 1536 e il 1603 in seguito al miracolo della guarigione della giovane Costantina, ma gli ampliamenti continuarono fino alla fine dell’Ottocento. Da segnalare la cappella dedicata alla Beata Vergine delle Grazie, vero e proprio Santuario all’interno della chiesa stessa, che ospita l’immagine miracolosa della Vergine (XVI sec.). Il bel portale bronzeo venne realizzato dall’artista Mario Maccatrozzo in occasione del Giubileo del 2000.

Eccellenze della villa: Filanda Romanin-Jacur sec. XIX La Filanda è stata costruita tra il 1870 e il 1872 da Moisè Vita Jacur su disegno originale del nipote ing. Leone Romanin-Jacur. La costruzione di questa Filanda coincide con l’ingresso in Italia delle nuove tecnologie meccaniche per la trattura del filo di seta. Per la quantità di seta prodotta, la filanda di Salzano divenne subito una delle più importanti di tutto il Veneto. Nei periodi di massima produzione lo stabilimento dava lavoro a circa 250 persone (quasi esclusivamente donne) con conseguente forte impatto sull’economia locale ancora prevalentemente di tipo agricolo. Dopo una sospensione causata prima dalle leggi razziali fasciste e poi dagli eventi bellici, la filanda accennò ad una ripresa nell’immediato dopoguerra, fu poi chiusa definitivamente intorno al 1952-53. L’edificio fu acquisito nel 1979 dall’Amministrazione Comunale di Salzano assieme alla Villa e all’annesso Parco romantico, con cui la Filanda costituisce un vero e proprio unicum architettonico, ambientale, storico, di particolare interesse archeologico industriale. Parco Romanin-Jacur sec. XIX Vasto parco di 48.000 metri quadrati caratterizzato da canali, laghetti, rialzate, grotte, sentieri e da una fitta vegetazione. Venne realizzato a ovest della Villa nel 1854, su progetto attribuibile a Luigi Garzoni. Danneggiato pesantemente alla fine del secondo conflitto mondiale si è sviluppato per decenni in modo spontaneo e finalmente tra il 1997 e il 2001 è stato restaurato nel rispetto della forma originaria.

Contatti

Via Roma, 166 – 30030 – Salzano (VE)
Tel.: 0415709744 – Fax: 041437311
E-mail: info@comune.salzano.ve.it  –  Web: www.comune.salzano.ve.it

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